Disagio

L’insoddisfazione è il primo passo nel progresso di un uomo o di una nazione.

Oscar Wilde

Insoddisfazione Planetaria

Tutti gli esseri umani sono soggetti a uno stato di insoddisfazione.divieni chi sei insoddisfazione

Però ogni essere umano ha un suo livello di maturazione interiore, un suo karma, una sua genetica, un suo ambiente condizionante.

Questo fa sì che ogni persona viva l’insoddisfazione con le sue modalità, col suo stile.

Ad esempio, c’è chi sente una condizione di disagio indistinto, mentre altri avvertono una condizione ben precisa a cui sanno dare un nome specifico.

Alcuni sentono un disagio indistinto, altri sentono qualcosa a cui sanno dare un nome ben preciso.

C’è diversità anche nel modo di reagire all’insoddisfazione.

Una parte delle persone reagisce ‘annichilendo’ la coscienza, passando la maggior parte del tempo  in compagnia di smartphone, videogiochi, tv. Per credersi felici gli basta   qualche reality, qualche gossip, un po’ di calcio o di motociclismo in tv, gli basta sentire qualche personaggio famoso che gli detta regole di vita banali e consumistiche, si accontentando mangiare, dormire, fare sesso  e avere sempre un bel divano sul quale spiaccicarsi. In questo modo, puntando a queste cose, prendono le distanze dall’insoddisfazione, o meglio si anestetizzano al suo richiamo, e vanno avanti come degli zombie.

Ci sono invece quelli che provano a sconfiggere l’insoddisfazione accaparrando  beni materiali, comfort, piaceri meramente sensoriali, ricchezza , riconoscimenti sociali e professionali, potere e fama.

Queste prime due categorie, fino a quando reagiscono come ho appena illustrato, non hanno alcuna crisi. Ogni tanto, magari, qualche fastidio lo provano, a livello interiore, una voce flebile forse gli sussurra qualcosa. Ma  probabilmente sono  ancora molto abili nel sopprimere questi pungolamenti. Dico ‘ancora’ perché ovviamente si spera che anche loro, prima o poi, passeranno  a un livello superiore di maturità interiore e arriveranno ad affrontare l’insoddisfazione nella maniera giusta , sfruttandola  per conquistare una vita piena e vera.

Esiste poi una terza categoria. Parlo di persone che provano a sconfiggere l’insoddisfazione cercando di capire meglio chi sono e cosa sono venuti a fare su questa terra.  A loro non basta trovare il giusto partner, fare dei figli, mettere su una famiglia, stare bene economicamente e possedere un buon lavoro.  Anche possedendo queste cose restano inquieti. Meno ancora gli interessa strafare in ambito di successo sociale, o diventare straricchi e famosi. Loro  hanno un’altra necessità, quella di divenire chi sono, chi sono realmente.  Voglio essere sicuri di camminare sul proprio cammino e non su quello dettato da altri. Vogliono conoscere a fondo se stessi, crescere spiritualmente, esplorare una realtà molto più ampia di quella ordinaria. Questi li chiamerò i DIVENIENTI.

Ribadisco, tutti possono arrivare al vero se. La vita è infinitamente generosa, e offre  a tutti svariate opportunità.

Io per il momento  mi concentro su quelli che in qualche modo sono già arrivati  a un punto di barcollamento, a un momento di rottura, di ‘fine del  loro mondo’ . I divenienti.

 

Il disagio esistenziale

Chi  inizia a muoversi in direzione di se stesso,divieni chi sei disperata

anche solo con un pensiero di tanto in tanto,  anche semplicemente dentro i suoi sogni

in cui si permette di osare di vedersi compiere il proprio destino, può sperimentare diverse forme di disagio. Può andare incontro a:

  • forte inquietudine, frustrazione
  • iperattività logorante
  • ansia, attacchi di panico e fobie,
  • sbalzi di umore, malinconia, rifiuto della socializzazione, Depressione
  • piccole o grandi ossessioni o manie varie
  • irritabilità, propensione ai conflitti, aggressività verso se steso o verso gli altri
  • fenomeni di spersonalizzazione,
  • abbattimento, frustrazione, apatia
  • disturbi psicosomatici
  • malattie vere e proprie
  • e altro….

Quando si inizia a cercare, anche se la ricerca è frammentata, discontinua, debole, confusa, iniziano i disagi. Quello che colpisce il soggetto non ha  valore del tutto negativo. Porta conseguenze negative sul piano della vita quotidiana, porta dolore, sofferenza, ma porta anche un messaggio. Gli vuole dire qualcosa. In qualche modo gli sta suggerendo una correzione da fare,  gli sta dicendo che la strada da percorrere non è quella che sta percorrendo. Il malessere che colpisce un diveniente è sempre un modo della vita di comunicargli che   sta uscendo o è già uscito dal sentiero della vera realizzazione di sé.

Il disagio ti vuole spingere nella giusta direzione. E’ così che lo devi interpretare.

Giorno dopo giorno  il diveniente come tutti gli altri uomini, vive e procede nel tempo. Transita, acquisisce cose, ruoli, certezze materiali e sociali, stabilisce relazioni, sperimenta legami, si riproduce, si ammala, si scontra con alcuni, subisce la perdita di altri, prova piaceri, dolori. Obbedisce a doveri, a leggi, ad alcune regole decide di trasgredire. E fa tutto questo accompagnato da una coscienza che definirei frastagliata, intermittente,  a volte capace di intuizioni meravigliose, ma  spesso offuscata, debole…

E’ anche vero, però, che  anche se  a intermittenza, sente qualcosa di simile a una chiamata.

Avverte un suggerimento, intravede alcune strade come un pochino fluorescenti, percepisce alcune opportunità più affini, nella sua testa, di fronte ad alcune decisioni, coglie (anche solo flebilmente a volte) una voce che gli dà un consiglio, che di dice di andare da quella parte piuttosto che da quell’altra.

Ci sono dei momenti in cui è come se si aprisse una porta. Momenti cruciali in cui tu puoi uscire dall’illusione o dal compromesso esistenziale ed entrare nel flusso della tua VITA VERA.  Ognuno di noi sperimenta questi momenti x (d’ora in poi li definirò così). E i momenti x vanno colti. Magari non becchi il primo, e neppure il secondo e il terzo. Però prima o poi uno di questi lo devi acchiappare e lo devi sfruttare. I momenti x  quando arrivano te lo segnalano, si fanno vedere, sentire.  Comunicano alla tua vita che è ora di realizzare se stessa in modo  pieno e con la sua singolarità. Se al primo momento non dai ascolto ( o per incapacità di sentire, o per scelta  di non sentire al fine di evitare stravolgimenti), succede che il secondo momento x  ti chiamerà in modo più forte, il terzo lo farà in modo  ancora più energico e  così via, fino   a che riceverai solleciti  anche molto bruschi e diretti.

Può accadere che se con un sussurro tu non ti attivi, la vita ti chiama con voce sostenuta, e poi con uno strillone, e se continui a poltrire finisce che ti da un ceffone ma di quelli forti e pure un paio di calci nel culo.

Rari Divenienti  hanno la fortuna di ricevere ,molto presto, indicazioni chiare e forti, ma  tutti gli altri le ricevono  più tardi o le ricevono comunque sempre in modo confuso e flebile, fino a un certo particolare momento della loro esistenza

In linea di massima, per la maggior parte dei divenienti ci vogliono le maniere forti.  Sono disposti ad accettare il messaggio solo dopo aver ricevuto un bel colpo.  Necessitano di uno shock. Di sbattere il muso. Devono avvertire di rischiare abbastanza, anzi di rischiare molto. Gli serve  credere di non poter più abitare lo status quo senza  correre seri pericoli. Solo così  capiscono e iniziano a  procedere   senza esitazioni  sulla strada che li porterà a divenire chi sono.

I disagi sono questo shock, questo calcio in culo, sono la porta dove sbattere il muso, sono i pericoli e i rischi che servono a spingere ogni diveniente lungo la propria strada.

Per cui se soffri dii ansia, depressione , se ti senti confuso, inquieto, svuotato, vuol dire che sei un passo avanti ad altri, che sei un umano della terza categoria. Hai superato il livello degli zombie e quello degli accaparratori. Sei semplicemente un diveniente a cui mancano , per ora, le linee guida necessarie  per  effettuare al meglio il viaggio verso il proprio destino.

Tranquillo. Le linee guida ci sono, le puoi ricevere. E usandole potrai esplorare territori straordinari senza paura. Ti arricchirai di conoscenza, e scoprirai la leggerezza e la libertà di essere davvero te stesso.

 

Ogni disagio ha la sua ‘cura’
disagio alla sua cura divieni chi sei

Per ogni specifica manifestazione del disagio esiste un rimedio,
un metodo,

un modo di ‘sbucciarlo’, come una noce, per nutrirsi del frutto
e buttar via le scorze.

Si deve lavorare sui sintomi e contemporaneamente sul messaggio potenziale che si nasconde dentro quel malessere. Quello che non serve affatto è cercare una causa nel passato, una colpa da dare a qualcuno o qualcosa.

 

 

 

Il disagio è una spinta

il disagio èe una spinta divieni chi sei

Stai male per un  tuo atteggiamento che ti fa soffrire, dei pensieri limitanti, dei blocchi che senti di avere, soffri perché ti senti debole rispetto agli altri e ai loro attacchi?

Ti senti schiacciato da tristezza, depressione? Ti senti un fallimento su tutti i fronti. Provi una forte irritazione verso il mondo intero?  Ti sono venute delle fobie? Il tuo corpo sta male, hai disturbi digestivi, coliti, dolori alla schiena, al collo? Dormi malissimo, hai le palpitazioni?  Sei vittima di una grande confusione sul futuro? Sul lavoro non ne combini una buona da parecchio? Hai rovinato una relazione sentimentale per i tuoi comportamenti e a causa del tuo stress? Sai ingrassando  e non sai smettere di mangiare troppo?

Bene questi problemi possono rappresentare un segnale della tua infelicità, della tua insoddisfazione. Possono indicare il fatto che vuoi spingerti fuori dal livello in cui stai vivendo, che una parte profonda di te vuole evolvere. Sei confuso, non sai dove devi andare, non conosci la vera meta, ma , se non altro ,sei così insoddisfatto, e disastrato che sei sicuramente ben disposto pronto  a lavorare su te stesso, sei desideroso di una certa felicità. Anche se non sai quanta pienezza  in verità potresti cogliere, anche se attualmente il tuo unico desiderio è magari quello di mangiare meno e dimagrire,  riuscire ad affrontare senza stare male una persona, realizzarti professionalmente, superare la tua timidezza con l’altro sesso, raggiungere finalmente l’orgasmo, guadagnare un sacco di soldi, smettere di fumare, farti meno paranoie,  parlare meglio in pubblico, etc, anche se  stai chiedendo aiuto solo per risolvere una di queste cose, va bene uguale. Sei comunque in una fase di disponibilità, sei pronto a ricevere, a lavorare su di te, e  partendo da uno degli obiettivi sopracitati potesti col mio aiuto scoprire molto di più su quello che vuoi , su quello che sei e su quello che puoi. Stai per mettere fine all’epoca in cui sei stato solo colui che credevi di dover essere.

….

 

Benedetti passi falsi
divieni chi sei cercatore

<<Diventare ciò che si è presuppone che non si abbia neppure una lontana idea di ciò che si è.
Da questo punto di vista hanno un loro senso e un loro valore anche i passi falsi della vita, le temporanee deviazioni e le vie perdute>>
Friedrich Nietzsche, Ecce homo, 1888

 

Il diveniente di sovente compie passi falsi, imbocca deviazioni e vie perdute o che non lo porteranno alla meta. E’ normale, come afferma il filosofo tedesco. E  queste azioni  danno comunque un frutto, lo addestrano a viaggiare,  a perdersi, a ritornare sui suoi passi, a perseverare senza mollare. Muoversi su traiettorie che non sono le sue lo addestra a conoscere l’altro da sé,  territori estranei alla sua sensibilità e alle sue visioni interiori. Questo confronto rafforza, per contrasto, l’immagine interiore e la percezione del mondo a cui deve  giungere, di quegli spazi  che rappresentano il proprio insostituibile e unico universo di riferimento. Si conosce e si comprende anche per differenza e contrasto.