Divieni chi sei

Lasciarsi cadere fa bene

Lasciarsi cadere a volte può essere la soluzione. Abbandonare le resistenze. Cedere. Rinunciare alla sfida. Smettere di voler tenere ferma una bandiera nel vento. Assaporare se stessi a prescindere dal vincere, dal perdere, da ogni forma di impresa, compito, dovere che sentiamo imperativo.  Questo non vuol dire vigliaccheria, o pigrizia. Il vigliacco cede  per paura, il  pigro lo fa per evitare lo sforzo. La resa di cui parlo io è di tipo diverso. Proprio grazie ad essa si può entrare in zone del Se’ dove qualcosa potrà spaventarci, o in cui dovremmo affrontare fatiche e sforzi. Quindi non si tratta di una resa da vigliacco o da pigro, al contrario. Qui parlo di un lasciare andare, di un  far cadere le impalcature inutili, i bisogni fasulli, i fasulli desideri. Parlo di Liberazione, di semplicità, di restare solo se stessi e imparare a bastarsi.

Il mondo va avanti senza la nostra costante azione di controllo. Gli altri continuano a respirare anche se noi non stiamo lì con loro.  Noi possediamo un Senso anche quando smettiamo di combattere, di difendere, di attaccare. Chi l’ha detto che solo in guerra l’essere umano  ha valore?

Ogni persona deve trovare il proprio luogo interiore,  abitarlo con serenità,  esplorarlo con gioioso stupore e pace. Viviamo per trovare la nostra realizzazione interna. E possiamo trovarla soltanto quando smettiamo di  agire contro le proiezioni sulla parete della caverna. Lasciamo andare  ogni fattore superfluo. Torniamo all’Essenza e godiamoci il respiro.

Per entrare più nel dettaglio, bisogna ‘cadere’ (ossia togliere tensione)  a livello di mandibola,  spalle, glutei, addome, muscoli delle cosce e dei polpacci, pensieri, respirazione, modo di camminare, di stare seduti, di stare sdraiati a letto, di stringere una mano, di parlare, di guidare, di fare l’amore.

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