Divieni chi sei

STOP ai luoghi comuni!

I luoghi comuni ti rendono stupido, ti chiudono le porte della mente. E’ vero:  rendono la vita più semplice, le discussioni più semplici. E’ più semplice condividere un discorso fondato sui luoghi comuni. Ma alla fine è un discorso fondato sul nulla. Le cose semplici, a volte, sono meravigliose, pensa alla semplicità di una margherita. Altre volte le cose semplici, o meglio, le semplificazioni (vedi i luoghi comuni) sono una trappola in cui cadiamo. E quando siamo lì dentro finiamo per diventare tonti. Un po’ per volta diventiamo tonti.

La tv è piena di luoghi comuni, la politica altrettanto. Molte canzoni abbondano di questo genere di ovvietà. Per non parlare di alcuni romanzetti generazionali, e non solo. Al bar quanti luoghi comuni, e in ufficio poi…

In casa, i nostri parenti e i nostri partner ne dicono parecchi.  E noi? Noi quante volte parliamo impiegando concetti scontati e banalità? Quante volte ci esprimiamo dicendo ciò che i più affermano? E soprattutto, il pericolo maggiore, risiede non tanto nel dire, ma nel pensare l’ovvietà. Attenzione al pensare per ovvietà.

Ogni volta che ci accorgiamo di avere imboccato la strada di un pensiero scontato, stoppiamo la nostra marca. Blocchiamoci e retrocediamo. E’ un sentiero pericoloso, che ci conduce verso il baratro della stupidità.

Noi possiamo pensare in modo nostro, profondo, originale, inedito. Noi possiamo generare opinioni ricche di sfumature e innovative. Dobbiamo solo impegnarci a procedere in questa direzione. L’innovazione del pensiero passa per lo sforzo di combattere la scelta più facile, quella di cedere al fascino malefico della  banalità.

I luoghi comuni  nutrono razzismo e violenza.  Nutrono equivoci e chiusure culturali. Favoriscono solo gli autori televisivi di tutta quella serie di trasmissioni stupide che ci fanno compagnia a pranzo, a cena e in altri orari della giornata. La nostra accettazione dei luoghi comuni, il nostro ridere ormai di questi così come una volta si rideva delle grandi battute comiche, rende felici quei quattro deficienti che si arricchiscono facendo i vari zoo + un numero di 3 cifre sulle radio nazionali. E noi lì a ripetere le loro abortite gag come se fossero davvero divertenti. In verità sono solo banali e facilmente comprensibili. Non ci chiedono alcuno sforzo di cultura o di ingegno per essere comprese. E a noi va bene così. L’importante è  non doverci sforzare. Basta! Basta!  Che inizi la lotta all’ovvio. Che nasca un vero e proprio FRONTE DI RESISTENZA AL BANALE.

Leggiamo Montaigne, Eisntein, Calvino, Pessoa, Joyce, Nietzsche, de Bono (ideatore del concetto di Pensiero laterale). Potremo prendere da questi personaggi spunti molto interessanti.

I luoghi comuni ottengono il consenso della massa, del gregge addormentato, delle persone educate all’accettazione passiva di ogni cosa sia condivisa dall’opinione pubblica; le idee originali ottengono la stima di coloro che si sono risvegliati, di coloro che si pongono le giuste domande, di coloro che vogliono esplorare il senso della vita.

Se hai un figlio, invoglialo verso il pensiero non comune e dissuadilo dal diventare una persona  ovvia. E’ la più grande formazione spirituale che puoi donargli.

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