Divieni chi sei

Conversare col disagio

( esercizio ideato da Rosario Alfano)

Prenditi un quarto d’ora e trova un luogo al riparo da distrazioni e rumori.  Assumi una posizione che ritieni comoda e naturale. Magari su una poltrona, una sedia confortevole,  un letto, o anche a terra sopra un tappetino   di quelli da ginnastica.

Ad occhi chiusi cerca di  condurre il tuo corpo in una condizione di rilassamento. Respira lentamente. Senza fretta. Respira  profondamente, ma senza sforzo. Inspira aria dal naso, trattienila 3 o 4 secondi, e poi espirala dal naso. Espirala tutta. E poi riparti dall’inspirazione.  Quando senti il corpo rilassato, inizia a ripetere mentalmente:  “ Ripulisco la mente e lascio che si rilassi”. Ripeti questa frase almeno 10 volte. E intanto continua a respirare.

Poi inizia a richiamare il tuo Disagio . Chiamalo usando queste frasi o frasi simili: “ Voglio comunicare con te. Tu sei un disagio fastidioso, ma sei anche mio amico. Mi vuoi dire qualcosa. Io sono pronto ad ascoltare “.

Conversa in questo modo col Disagio, e intanto respira come ti ho descritto poco fa.

Resta in silenzio ogni tanto. Silenzio mentale. Attendi facendo vuoto nella tua testa. E aspetta, per vedere se il Disagio inizia a darti qualche spunto. Magari non ti parlerà in modo chiaro e logico. Potrebbe solo  farti visualizzare  qualcosa: un simbolo, un oggetto, un ricordo. Potrebbe comunicare con te nei modi più imprevedibili. Suoni, ricordi uditivi, odori, etc

Tu accetta tutto quello che viene.

Nel frattempo se senti una tensione in una parte del corpo, usa le tue mani e massaggia dolcemente quella parte. Forse è il nido del Disagio, il  luogo in cui abita dentro di te. Massaggia dolcemente questa parte del tuo corpo. Se poi la sensazione si sposta altrove. Tu sposta le mani e procedi di nuovo  con il massaggio della zona nuova.

L’Esercizio è tutto qui.  Respira. Rilassa corpo e mente. Dialoga col Disagio. Accogli quello che arriva. Usa le mani per entrare in dolce contatto lenitivo con le zone  che il Disagio abita.

Quando  l’istinto ti dice di smettere, termina pure l’esercizio.

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